Al link sottostante trovate i dati riguardanti le primarie per la
composizione delle liste dei parlamentari di Sinistra Ecologia e
Libertà.
mercoledì 2 gennaio 2013
giovedì 6 dicembre 2012
Con la Fiom e per l’alternativa
La Fiom in questi giorni con lo sciopero e le sue manifestazioni
testimonia ancora una volta che la questione del lavoro, dei diritti e
della democrazia, sono temi che non possono essere derubricati
dall’agenda politica.
La crisi economica, a lungo negata, è stata poi usata come alibi per
un progressivo indebolimento degli istituti che garantiscono diritti nel
mondo del lavoro, senza che queste operazioni abbiano portato la benché
minima ricaduta in termini di crescita economica. Per queste ragioni
così come nella raccolta firme per il ripristino dell’articolo 18 e per
il reddito minimo garantito, le ragioni dello sciopero sono anche le
ragioni di SEL. I continui attacchi al mondo del lavoro ci dicono che
norme sulla rappresentanza non possono più attendere.
Occorre ribadire con decisione la centralità del lavoro e la
necessità di una nuova politica economico, che attraverso la conversione
ecologica sia motore di un nuovo modello di sviluppo. Solo in questo
modo potranno affermarsi le ragioni di un nuovo modello sociale capace
di rispondere alla crisi in modo efficace.
Resoconto riunione Presidenza Sel
Le primarie del centrosinistra ci consegnano, a pochi mesi dal
voto, una coalizione che si misura con i nodi reali dell’agenda politica
per il governo del paese.
La centralità del lavoro e l’urgenza di una diversa politica
economica, la conversione ecologica dell’economia come costruzione di un
nuovo modello sociale capace di rispondere alla crisi, la piena
affermazione dei diritti di libertà e di autonomia della persona, il
bisogno di rinnovamento e ricambio delle classi dirigenti come atto
fondativo di una nuova politica: la discussione ed il confronto su
questi nodi emersi nel corso delle primarie rende ora più concreta la
messa in campo di una proposta effettivamente alternativa al governo
tecnico e apre la prospettiva ad una guida politica del centrosinistra
nel paese.
Oggi possiamo dire a ragione che tutto questo non era affatto
scontato. La difficoltà di concepire le primarie come strumento di
selezione della leadership a partire prima di tutto dai contenuti di
merito della scelta e della responsabilità politica, la tentazione di
tramutarle in una pura contesa interna di significato congressuale del
partito democratico, la tendenza di gran parte del sistema mediatico di
raffigurarle come il duello tra due soli contendenti, rischiavano di
limitarne il senso per il quale ci siamo battuti prima nel rivendicarle e
poi nel contribuire fortemente a realizzarle. E cioè la necessità, per
tornare a vincere, di realizzare quella connessione virtuosa tra la
partecipazione più ampia e diffusa dei cittadini e la costruzione di
un’agenda politica capace di contrastare la crisi e dare speranza al
cambiamento del paese.
Bilancio anticrisi
Oggi abbiamo approvato un bilancio che ha una natura anticrisi,
che ha una intenzione di sostegno alla domanda interna e che ha una
vocazione a difendere il cuore del welfare come il pezzo forte della
nostra civiltà. Abbiamo compiuto delle scelte che hanno un carattere
fortemente e volutamene politico. In questa manovra di bilancio siamo
riusciti da un lato a difendere fino all’ultimo euro tutto ciò che sta
nei salvadanai destinati alla protezione delle fragilità, delle
vulnerabilità e delle povertà e dall’altro, nonostante i tagli terribili
che abbiamo subito, siamo riusciti a raddoppiare il numero delle borse
di studio (dal 35% al 70%), a portare risorse fresche su Taranto, dando
un ulteriore segnale a quei processi di apertura del ciclo della qualità
dell’ambiente, ma soprattutto siamo riusciti ad allentare la pressione
fiscale per i cittadini.
Penso che la Puglia sarà l’unico posto d’Italia in cui si toccano le
tasse non per aumentarle ma per diminuirle. Abbiamo mantenuto la
promessa e per il 2013 alleggeriamo la pressione fiscale sui pugliesi
abbassando l’Irpef da 0,3 a 0,1 per i redditi che vanno da 0 a 15mila
euro e dal 0,3 a 0,2 per i redditi da 15mila a 28mila euro. Una manovra
anticrisi dunque che dà più ossigeno al mondo delle piccole imprese e al
mondo dei pugliesi.
Nichi Vendola
“Svolta a sinistra e ricambio generazionale”
«Sono abbastanza felice », dice Nichi Vendola. Non ha vinto lui,
ieri sera, ma – il leader di Sel ne è convinto – «ha prevalso la
sinistra». Un’Italia che chiede scuola pubblica e tutele per i
lavoratori. Un Paese che vuole il rinnovamento proposto da Matteo Renzi,
ma che ha bisogno di molto molto altro. Soprattutto, ha vinto Pier
Luigi Bersani: il governatore pugliese gli riconosce la corona di
«candidato premier». E ha perso Mario Monti: «Lo vedo in panchina, come
molte altre personalità che hanno dato tanto al Paese. Bisognerà
parlarne, certo, ma non è questo il momento di farlo ».
Si aspettava un risultato così netto?
«Ci speravo molto. Questa straordinaria meccanica delle onde, che è la partecipazione democratica, è stata animata da proposte, anche diverse, di innovazione, di cambiamento, di riforma. Penso che in ciascuna di quelle posizioni ci siano arricchimenti per un’agenda riformatrice, e penso che il significato sintetico e luminoso di questo voto finale è che il Paese chiede una svolta a sinistra nell’agenda di governo».
«Ci speravo molto. Questa straordinaria meccanica delle onde, che è la partecipazione democratica, è stata animata da proposte, anche diverse, di innovazione, di cambiamento, di riforma. Penso che in ciascuna di quelle posizioni ci siano arricchimenti per un’agenda riformatrice, e penso che il significato sintetico e luminoso di questo voto finale è che il Paese chiede una svolta a sinistra nell’agenda di governo».
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